*highlights*

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Nuovo Ospedale Michele e Pietro Ferrero – Verduno

P28 luglio 2020

Verduno (CN) Gruppo di progettazione: Architetto Aymeric Zublena dello Studio SCAU (Parigi), capogruppo Architetti Ugo e Paolo Dellapiana di Archicura (Torino) Architetto Ugo Camerino (Venezia) Strutture: Studio di ingegneria SI.ME.TE  Impianti: Ing. Giuseppe Forte (Guarene - CN) e studio di ingegneria STEAM S.r.l. (Padova) Committente: ASL CN2 Alba-Bra Tipologia: Nuova realizzazione Superficie: 110.000 mq Realizzazione: 2020 Immagini: Barbara Corsico Il sito, di ampia dimensione (oltre 200.000 mq), si estende sul pendio Nord della collina di Verduno. L’idea dell’ospedale di Alba-Bra si basa su un concetto innovativo, quello dell’ospedale piastra che rompe con i sistemi monoblocco degli anni precedenti, sviluppando il principio di un’organizzazione orizzontale dominante. Questo concetto favorisce in particolare una migliore interrelazione dei reparti, un facile adattamento alle evoluzioni interne e migliori condizioni di lavoro, anche grazie alla penetrazione della luce naturale dei luoghi ove c’è presenza fissa di personale, dunque ad una migliore qualità di servizio per i malati e per gli ambulatori. La volumetria generale dell’ospedale di Alba-Bra e la sua organizzazione funzionale sono costituiti da tre elementi molto caratteristici: la “Piastra”, la “Galleria ospedaliera”, il “Corpo sostenuto”. La Piastra, la parte più importante della costruzione, la cui orizzontalità è in contrasto con la forte pendenza del terreno, è formata da una successione di piastre orizzontali di superficie variabile che vanno dal livello -6 al livello 0, nelle quali sono localizzati i reparti medico-tecnici, gli ambulatori e le unità di ospedalizzazione chirurgica. Essa si dispone ai lati della Galleria ospedaliera, spina dorsale dell’ospedale, consistente in un vasto volume d’accoglienza che attraversa da nord a sud l’edificio. La Galleria ospedaliera serve da accesso alla maggior parte dei reparti a partire da un polo centrale di circolazione verticale (scale, ascensori, montalettighe, montacarichi). E’ un elemento fondamentale dell’organizzazione funzionale del complesso ospedaliero e permette una grande semplicità dei circuiti orizzontali e verticali e quindi una grande leggibilità dei percorsi. Infine, il Corpo sostenuto è costituito da due edifici lineari, dal livello +2 al livello+5, posti ai lati della Galleria, che accolgono le specialità. Le aree dei medici sono situate al centro della struttura in relazione diretta con le unità di degenza. L’architettura degli spazi interni risponde alle necessità funzionali ed al bisogno di flessibilità caratteristici di un edificio ospedaliero, ma anche alla volontà di offrire ai malati degli ambulatori, e al personale, dei luoghi rassicuranti, luminosi e sereni. Elementi come la presenza di luce naturale nel cuore della costruzione e come il calore dei materiali concorrono al raggiungimento di tale obiettivo. L’organizzazione e l’atmosfera delle camere sono state particolarmente studiate. La superficie delle finestre è arricchita da un nastro di finestre basse che permettono ai malati sdraiati nei letti di avere una buona percezione del paesaggio esterno.

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Nuovo villaggio San Cassiano

P8 dicembre 2019

Alba (CN) Tipologia: Nuova realizzazione Superficie: 140 mq per casa (4 unità) Realizzazione: 2018 Immagini: Barbara Corsico In località San Cassiano, ad Alba, è sorto un nuovo villaggio. Su un piccolo terreno, quattro edifici unifamiliari si dispongono al meglio per sfruttare tutte le viste possibili. Nonostante la densità del vicinato, le quattro casette guardano lontano. Ognuna è concepita come la somma di volumi semplici e uguali tra loro, ma poi “confezionata” secondo le diverse necessità e le richieste delle quattro famiglie che le abitano. Ogni edificio è costituito da due parallelepipedi bianchi che si adagiano l’uno sull’altro ortogonalmente, incastrandosi e dando vita ad una distribuzione interna su due piani semplice e funzionale, in cui ogni ambiente si affaccia in una direzione nuova e diversa, riempiendosi di luce. Le estremità di questi corpi si risolvono in grandi aperture enfatizzate da profonde strombature: dei “cannocchiali” che si aprono sul panorama circostante. La luce che inonda gli ambienti interni e la purezza dei volumi bianchi che paiono sospesi sono gli elementi che maggiormente caratterizzano l’intervento.  

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Sede Sancassiano S.p.A

P4 dicembre 2019

Roddi (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 3.204 mq Realizzazione: novembre 2015 Immagini: Barbara Corsico Si tratta di un intervento di completamento delle aree produttive di un’azienda meccanica per la produzione di macchine impastatrici ad alta tecnologia. L’edificio si compone di due volumi distinti: il primo si riferisce ai nuovi uffici tecnici dell’azienda, il secondo all’espansione dell’officina meccanica. Il primo volume è rappresentato da un prisma regolare a due piani con il guscio metallico in acciaio vetrato e reso parzialmente trasparente da griglie e lamiere forate attraverso le quali traspaiono le tecnologie industriali ivi trattate. Il secondo volume, successivo alla fronte di ingresso, contiene il volume ove nascono e crescono le “macchine” in acciaio, fucina della rappresentazione dell’idea progettuale dipanata nei nuovi uffici tecnologici. I tamponamenti perimetrali del capannone di produzione saranno costituiti da una serie di pannelli prefabbricati a sviluppo verticale in grado di soddisfare le esigenze di isolamento termico ed acustico, creando pieni e vuoti per le esigenze di illuminazione diretta dell’interno. Lo strato più esterno sarà costituito da pannelli metallici, autoportanti, resistenti, non riflettenti con differenti angoli di posa per dare una diversa campitura della facciata. Nei pannelli prefabbricati saranno predisposte le aperture per le finestre e i portoni di accesso. Uno squarcio profondo penetra ortogonalmente alla linea di facciata oltre il corpo uffici per raggiungere l’interno dell’officina, portandovi luce e verde in profondità per liberare finalmente l’immutevole aridità delle storiche officine. Ad un’altezza intermedia una passerella vetrata, trasparente e leggera collega i due volumi degli uffici. Sul tetto dell’area produttiva saranno installati dei pannelli fotovoltaici paralleli al solaio di copertura e quindi nascosti alla vista, mentre i macchinari impiantistici saranno collocati sulla copertura del fronte ovest e mascherati dal rivestimento metallico. L’intero edificio è realizzato con tecnologie che limitano la dispersione termica per  un minor dispendio di energia e un maggior comfort degli ambienti interni. Tutto il nuovo edificio diventerà una macchina produttiva; dovrà riflettere, far trasparire e trasmettere la sensazione di complessità, pulizia ed efficienza della struttura e dei macchinari realizzati dall’azienda.

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Cascina Adelaide – Ampliamento

P3 novembre 2015

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Realizzazione: Agosto 2016 Immagini: Fiorenzo Calosso Sono passati  dodici anni, ormai, dall’ampliamento della Cascina Adelaide: un silenzioso volume inserito nelle morbide pendici del Comune di Barolo, laboratorio e custode di tradizione, dove l’uva si trasforma in vino brillante. Seguendo i criteri progettuali delineati in passato, l’intervento potenzia le aree di lavoro esterne attraverso la realizzazione di una pensilina che protegge l’area di accesso alla cantina e l’ampliamento del portico pertinenziale, adibito al ricovero dei macchinari agricoli. L'edificio cresce e si rinnova con l’azienda. Unitamente agli interventi sugli spazi di lavorazione, viene arricchita l’immagine dell’intero complesso con l’obiettivo di armonizzare e connettere le diverse parti. In questa visione unitaria, la decorazione dell’antica cascina si anima, le bande cromatiche vibrano sinuose, richiamando le dolci pendici delle colline che circondano questo luogo. La pensilina posta all’ingresso della cantina diventa un petalo che estende il suo corpo a sbalzo sul piccolo cortile antistante, invitando all’ingresso; qui, il posizionamento di un portale in legno dichiara la soglia, annuncia il passaggio tra il mondo esterno caotico ed impaziente e la cantina, silenzioso luogo di metamorfosi, custodito sotto una morbida coltre erbosa.

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L’Artigiana

P13 marzo 2013

Alba (CN) Tipologia: Ampliamento Superficie: 460 mq Realizzazione: 2011 Immagini: Pepe Fotografia L’edificio è destinato ad uffici tecnico-amministrativi in sostituzione dei box prefabbricati metallici una volta esistenti ed anteposti all’edificio industriale contenente la tecnologia di stampa e che oggi si presenta con l’aspetto di lastre giustapposte in prefabbricato di c.a. L’espressione architettonica del nuovo volume vuole rappresentare il livello tecnologico raggiunto nella moderna tecnica di stampa attraverso l’evoluzione dei tempi: un involucro a “guscio”, contenente i tre livelli abitabili, definisce gli ambiti di lavoro con superfici opache rivestite da laminati metallici in zinco-titanio alternati a squarci vetrati, ove penetra la luce del giorno. Il rivestimento in lamiere di zinco titanio è composto da nastri di diversa altezza, disposti a correre, con graffature continue e schiacciate, in modo da poter seguire facilmente la modellatura delle superfici perimetrali. Il colore del rivestimento è sostanzialmente grigio medio, ma muta considerevolmente al variare del tono del cielo che vi si riflette. Le aperture tra le diverse superfici modellate “a guscio” staccano le superfici vetrate arretrate rispetto ai diversi gusci opachi. Le vetrate che sorpassano i limiti dei diversi piani sono fisse, trattenute senza telai di bordo con l’eccezione delle superfici apribili, necessarie per il rispetto della ventilazione diretta: le superfici vetrate sono scandite da volumi stratificati di sicurezza con “effetti” di grande trasparenza, ma a carattere basso emissivo per favorire il risparmio energetico.

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Chiesa della Trasfigurazione

P27 dicembre 2011

Alba (CN), Italia Tipologia: Nuova realizzazione Committente: Diocesi di Alba - Parrocchia Natività di Maria Ss Realizzazione: giugno 2009 Area chiesa: 550 mq Area casa parrocchiale: 900 mq Posti a sedere: 400 Immagini: Pepe Fotografia Planimetria: Archicura L’area a disposizione per il complesso parrocchiale si estende lungo una bealera in un lotto di forma allungata: fortunata è la concomitanza del corso d’acqua, simbolo vitale di rinascita dello Spirito che deve essere oltrepassato per raggiungere la Chiesa. La chiesa ha forma di Tenda-Capanna ed è disposta su un prato verde. Come espressione di tenda, è composta da grandi teli rivestiti da manti metallici in lega zinco-titanio grigi, sostenuti da una struttura in ferro non leggibile dall’interno né dall’esterno; attraverso ed in sommità, il vento dischiude i teli lasciando trasparire la luce del cielo attraverso spaccature strette e ben calibrate nella loro distribuzione, in modo da diffondere luci ed ombre all’interno della tenda senza eccedere in effetti di abbagliamento. L’illuminazione artificiale segue, per quanto possibile la provenienza della luce naturale. Il corpo opere parrocchiali e casa canonica è composto da un volume semplice con anteposto il porticato di giunzione con la chiesa, completamente bianco; due quindi sono i valori cromatici del complesso: il grigio patinato dello zinco-titanio della copertura della chiesa ed il bianco chiaro delle pareti verticali della chiesa e delle opere parrocchiali. La pianta dell’edificio a “ciglia spezzate” è svolta lungo un asse longitudinale che attraversa il Battistero, l’Ambone e l’Altare, lasciando “aperto” il vano alle due estremità di accesso che rappresentano l’apertura evangelica del tempio verso tutta l’umanità lungo “la via, la verità e la vita”. Le pareti interne della chiesa sono intonacate, le superfici inclinate della copertura sono eseguite a modo di tenda che discende dalla sommità ove è posta la sorgente di luce naturale ed artificiale, con lastre in cartongesso, supportate da sottostrutture metalliche. All’interno della chiesa lungo le spezzettature del lato maggiore, verso est, sono disposti i “segni” liturgici: il Battistero, l’Organo, la Cappella invernale e Cappella del Sacramento, mentre ai due estremi verso ovest sono disposte le due sale della conciliazione, chiuse da pareti verticali che si alzano fino ad incontrare le pareti della struttura a tenda. L’altare riveste la forma di mensa a base rettangolare o quadra (a piramide rovesciata), quale segno radicato profondamente nella terra, che mira all’infinito del cielo. La liturgia Eucaristica e la liturgia della Parola sono celebrate sul presbiterio rialzato su pedana, quale centro dominante dell’aula: anche la cappella invernale permette la visibilità dell’altare attraverso la parete vetrata che la separa dalla sala liturgica. Il battistero, localizzato sotto la torre campanaria triangolare, è accessibile direttamente anche dall’esterno attraverso una parete vetrata dalla quale traspare sempre l’interno dell’aula liturgica in modo da facilitare il percorso dal battistero all’altare; il fonte battesimale può essere utilizzato con immersione per gli adulti, oppure in normale abluzione per i bimbi battezzandi. Uno spazio definito da parete vetrata inclinata, in una posizione più riservata, ospita la cappella invernale con il tabernacolo del SS. Sacramento, facilmente accessibile dal sacerdote celebrante; nei giorni di festività si può assistere da qui alla celebrazione centrale attraverso la parete di vetro.

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Nuova Sede Direzionale Banca Sella

P2 aprile 2011

Biella Tipologia: Nuova realizzazione Superficie: 9.500 mq Realizzazione: settembre 2010 Immagini: Barbara Corsico in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il nuovo centro direzionale Banca Sella a Biella sorge tra le vie Lamarmora e Delleani, su di una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadrati. La nuova sede  è il cardine del riassetto logistico generale dei siti occupati attualmente dal Gruppo Banca Sella in Biella: lo stabile, infatti, si affianca alla sede storica di via Italia 2 e al complesso immobiliare di Chiavazza lungo via Corradino Sella. In questo modo, questo nuovo edificio riconferma ancora una volta lo stretto legame che Banca Sella mantiene con il Biellese dove è nata e si è sviluppata e rappresenta un investimento nel segno della razionalizzazione e del recupero di produttività che il gruppo ha ritenuto fondamentali a questo punto dello sviluppo. L’immagine generale dell’edificio è improntata all’essenzialità e alla sobrietà: si tratta di un contenitore polifunzionale ispirato ad un’immagine di solidità e trasparenza che sposa la scelta di tecnologie moderne nei serramenti e nei rivestimenti affiancandole, però, a materiali tradizionali. Esternamente l’edificio ha uno sviluppo lineare, senza evidenziare punti notevoli, fatta eccezione per gli ingressi, che hanno un richiamo ed un riferimento preciso. Il volume si divide in due corpi distinti, in comunicazione tra loro, fatto salvo per il piano del portico di via Lamarmora. A quel livello, infatti, è presente un importante passaggio pedonale, in un’ottica di azienda aperta e di vicinanza alla clientela, quale cerniera tra il centro città e la nuova zona di parchi e parcheggi. L'attraversamento stesso è il luogo sul quale si affacciano succursale e ingresso clienti, in un ampio spazio aperto coperto di grande suggestione, segnalato esternamente da poderose pensiline metalliche, unici elementi particolari nel diffuso rigore geometrico dell'insieme. Questi elementi sono rivestiti da lamiere in lega di zinco-titanio prepatinato. Si presentano con un colore grigio chiaro, dall'effetto vellutato, leggermente cangiante a seconda del colore del cielo. I prospetti di entrambi i volumi sono costituiti da una essenziale griglia di cotto e cristallo, di pari eleganza e richiamo, con ampie vetrate ad anta unica, inserite all'interno di logge con parapetto anch'esso in vetro. Nella parte centrale del volume principale sorge l'ingresso del personale, affiancato da un passaggio carraio privato e servito da un razionale asse di comunicazione verticale. Per quanto riguarda la distribuzione interna, entrambi i blocchi possono essere trasformati facilmente a seconda della destinazione d’uso più consona alle necessità della Committenza. Salvo infatti i quattro blocchi scale con relativi servizi, si possono sfruttare in vario modo i grandi spazi, che  raggiungono fino a 80 ml di lunghezza per 18 di larghezza. L'edificio risulta così calato all'interno della realtà urbana, dove si pone come vettore di sicurezza, comunicazione e trasparenza.

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Università Aziendale Banca Sella

P25 aprile 2010

Biella Tipologia: Ristrutturazione Area: 22.000 mq Realizzazione: 2010 Immagini: Barbara Corsico in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il complesso industriale del Lanificio Maurizio Sella sorge lungo le sponde del Torrente Cervo, nella città di Biella. Tra le diverse testimonianze della storia industriale che caratterizzano il Biellese, l’insieme costituente gli ex Lanifici Sella presenta carattere di eccezionalità sia sotto il profilo storico in senso tradizionale, sia sotto il profilo specifico della storia dell’industrializzazione. Si tratta infatti di una successione di edifici e di strutture che documentano nel tempo il processo di sviluppo industriale, dai primi utilizzi della roggia e del mulino alla successiva cartiera del 1548 e infine alla destinazione a industria di tessitura. I fabbricati originari della residenza di Quintino Sella, delle cartiere e della lavorazione della lana (filatura, tessitura, tintoria) edificati tra il 1700 e gli anni Trenta del 1900 si conservano ancora oggi. Questo rende il complesso degli ex lanifici Sella un sito interessante dal punto di vista dell’archeologia industriale permettendo una ricostruzione abbastanza precisa del passaggio dall’artigianato all’industria, per quanto riguarda le lavorazioni, e del cambiamento delle tipologie edilizie. Nel corso degli anni, all’interno degli edifici esistenti, si sono insediate diverse attività: la Fondazione Sella, che si occupa di conservare e valorizzare le memorie contenute nelle fonti documentarie conservate dalla famiglia Sella, gli uffici del Centro Elaborazione Dati della Banca Sella, ed infine l’Università Aziendale della Banca Sella. I lavori di ristrutturazione degli uffici del Centro Elaborazione Dati sono iniziati nel 2007 ed hanno comportato importanti interventi strutturali con consolidamento di volte, di solai intermedi e di copertura e ripristino dei ballatoi esterni, nonché il restauro delle facciate con il ripristino degli intonaci ammalorati. I nuovi uffici sono stati riorganizzati secondo la logica dell’open space con conseguente riposizionamento delle sale riunioni, delle zone relax e dei servizi. E’ stato necessario anche ridefinire i collegamenti verticali, con l’inserimento di un nuovo corpo scala all’interno del corpo principale. Nel 2007 hanno avuto inizio anche i lavori di risanamento conservativo dei fabbricati novecenteschi della ex tessitura / tintoria per la creazione di ambienti dell’Università Aziendale della Banca Sella. Questi edifici, con muri perimetrali portanti in mattoni pieni intonacati e coperture lignee o metalliche a shed rivestite da tegole marsigliesi, presentavano tutti condizioni di forte degrado. Le coperture parzialmente crollate e l’assenza degli infissi avevano provocato infiltrazioni di umidità particolarmente rilevanti e il calpestio era invaso dalla presenza di vegetazione spontanea. Pertanto si è reso necessario un approfondito rinnovamento, con consolidamento delle strutture verticali e orizzontali, il completo rifacimento del tetto con tecnologie simili alle esistenti e sostituzione degli infissi con nuovi serramenti in acciaio in tutto simili agli esistenti, ma a norma per quanto riguarda la sicurezza e il risparmio energetico. A completamento delle opere di consolidamento e risanamento delle strutture, sono state realizzate le tramezzature necessarie per la separazione delle singole funzioni, quali Hall/Reception, vani distributivi, aule, servizi, zona relax e sala polifunzionale, e tutte le opere di finitura necessarie, quali il rifacimento di intonaci adeguati al carattere storico delle murature, la tinteggiatura e la posa in opera dei nuovi pavimenti. Gli edifici che un tempo ospitavano la caldaia sono stati resi adatti ad ospitare le centrali impiantistiche generali. A questi lavori si sono aggiunte le opere di sistemazione dell’adiacente Giardino della Fabbrica, che versava in condizioni di abbandono. La sistemazione del nuovo piazzale, a parcheggio, comprende posti auto per utilizzo sia permanente che temporaneo, mentre il giardino è stato riorganizzato secondo un percorso di visita affinché diventasse un luogo di benessere psico-fisico, di svago e di relazione a servizio dei dipendenti del gruppo Banca Sella e dei frequentatori dei corsi. Il progetto di riqualificazione del giardino si fonda sulla divisione dello spazio in “stanze”, spazi tendenzialmente regolari e definiti, a ciascuno dei quali viene attribuita una specifica funzione.

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Cascina Adelaide

P15 giugno 2009

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 1.472 mq Realizzazione: giugno 2004 Immagini: Fiorenzo Calosso, Pepe Fotografia A Barolo si schiude un evento per la vite che, cresciuta sulle basse colline delle Langhe, sazia di luce e di sole, dona l’uva, “canto della terra”. Sotto una verde coltre, morbida come i paesaggi circostanti, in un’oscurità misteriosa, nasce una nuova segreta architettura. In uno strato di terra che sta tra il cielo e i vigneti, questa nuova cantina prende forma seguendo i percorsi naturali della metamorfosi che porta l’uva a trasformarsi in vino brillante. Il progetto si inserisce al fondo di una piccola valle, concluso tra una strada vicinale ed il piccolo Rio della Fava a Barolo. L’attenta ricerca ed attenzione nei confronti delle colline circostanti ha suggerito un volume completamente coperto di terreno inerbito, con l’impostazione del piano generale dell’edificio a quota m -5,50 circa sotto il livello della esistente Cascina Adelaide. Il nuovo e silenzioso volume si avvicina al paese Barolo con riservatezza e con la forza di un’architettura nuova e contemporanea. La copertura verde, allontanandosi dal fabbricato esistente, scende fino a terra, raccordando morbidamente il nuovo volume con il piano di campagna esistente, creando una piccola aia ad arco intagliata nella collina: con questa distribuzione, il volume si estende verso valle come tutte le innumerevoli dorsali delle colline delle Langhe. E’ un edificio che aggiunge una nuova piccola dorsale alle altre colline, tra le quali si inserisce un paesaggio rigato dai filari preziosi di viti, senza mutare l’ambiente ed arricchendolo di valori “dentro” mediante la metamorfosi essenziale dell’uva in vino. L’edificio ipogeo propone una dorsale allungata ed affusolata, totalmente interrato con una copertura composta da impermeabilizzazione poliolefinica con sovrastante manto di terra vegetale dello spessore minimo di 40 cm, oltre ai diversi strati drenanti, isolanti, protettivi. L’ultimo strato di terreno vegetatale è inerbito con sistemi speciali stabilizzati e raccordato con il terreno limitrofo verso il piccolo rio in modo da definire e riordinare con morbide modellazioni di raccordo la copertura della cantina, adagiandosi lungo il rio senza sfiorarne i cigli che rimangono naturalmente verdi. La lievitazione della piccola dorsale provoca uno squarcio di terra che, sollevandosi, apre sul lato ovest, lungo la strada, una grande spaccatura dai bordi frammentati della terra che si solleva, lasciando visibile il portico di ingresso ed il cortiletto circolare. Questo elemento cattura l’attenzione di chi perviene da valle presentando una parete trasparente ove si aprono gli accessi degli operatori, delle merci da trasformare e trasformate, dei mezzi meccanici. Il percorso prosegue verso il ventre dell’edificio ove avviene la trasformazione dell’uva in vino, per ri-uscire dallo stesso portico ove prima ha trovato l’accesso. “La fermentazione e la trasformazione del frutto ha provocato la lievitazione del terreno di copertura” incidendo nel paesaggio così partecipato. Unica emergenza del complesso nasce da una tasca aperta ad arco verso la collina, in diretta ammirazione della terra da cui nasce il frutto prezioso della vite. E’ il luogo della degustazione e di rappresentanza. La sala, accessibile dal piano generale dell’aia della preesistente Cascina Adelaide, si affaccia attraverso grandi superfici vetrate sulla collina di fronte e sulle sottostanti sale di invecchiamento e di vinificazione e imbottigliamento. La struttura portante è ricoperta da terreno vegetale, mantenuto vivo con un sistema particolare di irrigazione automatica che assicura un completo manto sempreverde. Il sistema prevede, a soli 30 cm di profondità, piani continui di contenitori d’acqua che, evaporando, forniscono acqua all’apparato radicale del tappeto erboso, stabilizzando, nel contempo, la temperatura interna dell’edificio. Le campate della struttura (maglia m 8,00x8,00) sono munite di aperture a bocca di lupo che affiorano nel manto erboso soprastante per aprire una corrente d’aria controllata in ognuna di esse. La coda dell’edificio ipogeo riduce l’altezza interna iniziale (5,5 m) fino a 2 m, ove sono contenuti i locali di servizio.

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Casa Visiera

P4 maggio 2009

Loc. Altavilla, Alba (CN) Tipologia: Nuova realizzazione Area: 136 mq Realizzazione: 2009 Immagini: Barbara Corsico Il volume ha saputo racchiudere in sé, e lo esprime completamente con la sua architettura, un’espressione di vita serena adagiata in un contesto completamente rispettato, pur avendo un suo carattere forte e riconoscibile. Il progetto è nato seguendo le proporzioni di un edificio esistente nel lotto, ma adattandone la forma alle mutate esigenze tecnologiche ed estetiche, pur mantenendone sagoma e volumetria. Si ottiene così un’impronta che ha concesso una manica larga il minimo indispensabile per ottenere degli spazi fruibili. Nonostante le limitazioni normative e morfologiche il piano terra, a pianta completamente libera (pranzo e cucina sono un ambiente unico), dà vita ad una zona giorno fortemente illuminata grazie alle finestre a nastro. Questo livello è collegato a quello superiore da una scala aperta, a rampa unica, con una struttura metallica molto leggera e delimitata da un'unica parete trasparente. Questo accorgimento ha escluso un eccessivo restringimento dello spazio ed un’eventuale possibilità di ridurre la luce naturale proveniente dall’esterno. Il piccolo parallelepipedo, squadrato nella sua geometria, è stato concluso da un “coperchio” che copre e protegge il corpo e che enfatizza il rigore delle scelte architettoniche ma, allo stesso tempo, tradisce una tensione verso il paesaggio aperto e morbido in apparente contrasto visivo con l’architettura. Verso questo paesaggio, verso est, tendono anche i due terrazzi, anch’essi puliti e geometrici nella loro concezione, ma tendenti a quel paesaggio naturale che li circonda. Il progetto diventa espressione di un voler porsi senza imporsi, cercando di rappresentare al meglio le esigenze dei fruitori offrendo un’architettura conclusa e funzionale, riducendo gli spazi al minimo essenziale ma regalando al suo interno atmosfere ampie e luminose in grado di comunicare completamente con l’esterno, la campagna delle Langhe, creando un contatto immediato e quasi magico con la natura

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