concorsi

Concorso_porta_susa

Stazione Porta Susa

P1 maggio 2000

Torino (TO) Tipologia: Nuova realizzazione Tema: Progettazione del nuovo fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria di Porta Susa e di una torre destinata a servizi ed uffici Cliente: Ferrovie dello Stato Consegna: 2001 Immagini: Archicura Gruppo di progettazione: Arch. Kisho Kurokawa KKAA (TOKIO),capogruppo Studio ARCHICURA (Torino) OVE ARUP Partners Engineering (London) Ing. Giuseppe Forte Impianti Guarene (CN)

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Concorso_Metamorfosi

La Metamorfosi

P30 aprile 1982

Torino (TO) Tipologia: Pianificazione urbanistica Tema: riqualificazione delle aree del quadrante Nord e Nord Est di Torino - Ambito 3 - Scalo Vanchiglia. Scadenza: aprile 2010 Immagini: Archicura Il concorso di idee, bandito dal Comune di Torino e intitolato “La Metamorfosi”, aveva per oggetto la trasformazione funzionale e la riqualificazione paesaggistica delle aree del quadrante nord e nord-est del territorio comunale interessate dalla realizzazione della linea 2 della metropolitana sotterranea, al fine di acquisire strategie di intervento di area vasta, con proposte progettuali utili tanto alla riqualificazione urbana e ambientale delle aree citate quanto alla loro connessione con il territorio circostante. Le aree interessate, si suddividono nei tre Ambiti territoriali che saranno attraversati dalla nuova infrastruttura: Ambito 1 - Spina 4; Ambito 2 - Sempione-Gottardo ex trincea ferroviaria; Ambito 3 - Scalo Vanchiglia. L’Ambito 3 - Scalo Vanchiglia occupa una striscia del contesto urbano che ha la caratteristica forte di segno e legame irrinunciabile tra le due grandi aree Rebaudengo e Scalo Vanchiglia: una spina dorsale che vitalizza tutto l’abbraccio a sud-ovest e le frange della zona nord-est in prossimità delle sponde di Stura. L’asse longitudinale suggerisce la direzione dominante di tutto il fascio di ”vene” che lo percorrono. Esse sono sostanzialmente tre: una embrionale centrale da completare - Via Regaldi - e due esistenti - corso Regio Parco e Via Bologna. Il progetto prevede la realizzazione di porticati lungo tutta la Via Regaldi, così da offrire una sensazione di continuità tra i corpi degli edifici. Lungo questo percorso, si apre una serie di piccole piazze in successione che presentano ciascuna una diversa poetica di lettura di ambienti di vita. I corpi che descrivono gli spazi aperti non sono pieni ma attraversati da grandi tagli che consentono una visibilità dell’”oltre la barriera”, verso la collina, o del tessuto preesistente, verso l’interno della città, senza lasciare l’impressione della “chiusura”. In particolare il lato est della via lascia intravedere dal susseguirsi delle piccole piazze, grandi visuali verso il parco verde. Questo, della larghezza di 150 metri e lungo circa 1000 metri, viene disegnato con proiezioni dei profili delle costruzioni inclinate sull’asse della Via Regaldi in modo da formare una rete di linee che si intersecano tra di loro suggerendo dei percorsi ciclo-pedonali lungo filari di pioppi bianchi. Il progetto paesaggistico prevede l’unione dei flussi urbani, provenienti dalla maglia ottocentesca, con i flussi arborei, provenienti dal fiume Po.

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Concorso_Villa_della_regina

Villa della Regina

P1 maggio 1981

Torino (TO) Tipologia: Ampliamento Tema: Concorso internazionale per lo studio all’interno del Compendio storico di Villa della Regina a Torino di un edificio da destinare a uffici e servizi al pubblico della Residenza.  Villa Della Regina. Il concorso per la nuova manica accoglienza. Scadenza: Febbraio 2010 Immagini: Archicura in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il compendio visitabile di Villa della Regina, edifico storico del 1615, dopo gli attenti ed encomiabili restauri rivitalizzanti chiede un completamento di servizi per i visitatori che desiderano rivivere un piccolo spazio di storia che si estende su un lasso di tempo di quasi 400 anni. Il bello è pensare di proporre un piccolo edificio funzionale ad oggi per un completo salto nel passato non troppo lontano. La nuova manica di accoglienza si inserirà con un solo piano sulle fondazioni del corpo a quattro piani distrutto dalla guerra del 1940/45. I criteri di progetto vogliono manifestare le intenzioni di superare le contraddizioni insite in un tema che richiede salvaguardia cercando un nuovo assetto per assecondare le nuove funzioni che si presentano. L’inserimento del nuovo edificio è espresso come un prisma di base rettangolare che copre la superficie disponibile ed ingloba i locali degli impianti esistenti, recentemente edificati. In esso trovano luogo tutti i locali richiesti dal bando. La parete sud del nuovo prisma si affaccia sul giardino all’italiana esistente con una grande vetrata senza struttura visibile esterna, perfettamente liscia e verticale. Tra questa e il giardino viene eretta una quinta in struttura metallica rivestita di lamiera forata interamente ricoperta di vegetazione, distante dalla parete vetrata circa 2,5 metri, proponente gli stessi profili della parete preesistente. Tale quinta svolgerà la funzione di richiamare l’ambito dell’architettura preesistente nella definizione dell’ambiente che contiene i lati nord ed est del giardino all’italiana, permettendo l’inserimento di un nuovo edificio all’interno di un contesto aulico dotato di un impianto fortemente caratterizzato. La nuova quinta affronta il rapporto con il contesto paesistico nella sua accezione più ampia: quella di un sito della collina al di là ed al di qua del Po, con piazza Vittorio e la chiesa della Gran Madre, ma soprattutto il rapporto diretto con la fabbrica storica della villa, che è da intendere nel suo essere un tutt’uno con il giardino all’italiana e con l’area agricola e boscosa, relazione recuperata dai recenti restauri.

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