*highlights*

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Sede Sancassiano S.p.A

P4 dicembre 2019

Roddi (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 3.204 mq Realizzazione: novembre 2015 Immagini: Barbara Corsico Si tratta di un intervento di completamento delle aree produttive di un’azienda meccanica per la produzione di macchine impastatrici ad alta tecnologia. L’edificio si compone di due volumi distinti: il primo si riferisce ai nuovi uffici tecnici dell’azienda, il secondo all’espansione dell’officina meccanica. Il primo volume è rappresentato da un prisma regolare a due piani con il guscio metallico in acciaio vetrato e reso parzialmente trasparente da griglie e lamiere forate attraverso le quali traspaiono le tecnologie industriali ivi trattate. Il secondo volume, successivo alla fronte di ingresso, contiene il volume ove nascono e crescono le “macchine” in acciaio, fucina della rappresentazione dell’idea progettuale dipanata nei nuovi uffici tecnologici. I tamponamenti perimetrali del capannone di produzione saranno costituiti da una serie di pannelli prefabbricati a sviluppo verticale in grado di soddisfare le esigenze di isolamento termico ed acustico, creando pieni e vuoti per le esigenze di illuminazione diretta dell’interno. Lo strato più esterno sarà costituito da pannelli metallici, autoportanti, resistenti, non riflettenti con differenti angoli di posa per dare una diversa campitura della facciata. Nei pannelli prefabbricati saranno predisposte le aperture per le finestre e i portoni di accesso. Uno squarcio profondo penetra ortogonalmente alla linea di facciata oltre il corpo uffici per raggiungere l’interno dell’officina, portandovi luce e verde in profondità per liberare finalmente l’immutevole aridità delle storiche officine. Ad un’altezza intermedia una passerella vetrata, trasparente e leggera collega i due volumi degli uffici. Sul tetto dell’area produttiva saranno installati dei pannelli fotovoltaici paralleli al solaio di copertura e quindi nascosti alla vista, mentre i macchinari impiantistici saranno collocati sulla copertura del fronte ovest e mascherati dal rivestimento metallico. L’intero edificio è realizzato con tecnologie che limitano la dispersione termica per  un minor dispendio di energia e un maggior comfort degli ambienti interni. Tutto il nuovo edificio diventerà una macchina produttiva; dovrà riflettere, far trasparire e trasmettere la sensazione di complessità, pulizia ed efficienza della struttura e dei macchinari realizzati dall’azienda.

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Cascina Adelaide – Ampliamento

P3 novembre 2015

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Realizzazione: Agosto 2016 Immagini: Fiorenzo Calosso Sono passati  dodici anni, ormai, dall’ampliamento della Cascina Adelaide: un silenzioso volume inserito nelle morbide pendici del Comune di Barolo, laboratorio e custode di tradizione, dove l’uva si trasforma in vino brillante. Seguendo i criteri progettuali delineati in passato, l’intervento potenzia le aree di lavoro esterne attraverso la realizzazione di una pensilina che protegge l’area di accesso alla cantina e l’ampliamento del portico pertinenziale, adibito al ricovero dei macchinari agricoli. L'edificio cresce e si rinnova con l’azienda. Unitamente agli interventi sugli spazi di lavorazione, viene arricchita l’immagine dell’intero complesso con l’obiettivo di armonizzare e connettere le diverse parti. In questa visione unitaria, la decorazione dell’antica cascina si anima, le bande cromatiche vibrano sinuose, richiamando le dolci pendici delle colline che circondano questo luogo. La pensilina posta all’ingresso della cantina diventa un petalo che estende il suo corpo a sbalzo sul piccolo cortile antistante, invitando all’ingresso; qui, il posizionamento di un portale in legno dichiara la soglia, annuncia il passaggio tra il mondo esterno caotico ed impaziente e la cantina, silenzioso luogo di metamorfosi, custodito sotto una morbida coltre erbosa.

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L’Artigiana

P13 marzo 2013

Alba (CN) Tipologia: Ampliamento Superficie: 460 mq Realizzazione: 2011 Immagini: Pepe Fotografia L’edificio è destinato ad uffici tecnico-amministrativi in sostituzione dei box prefabbricati metallici una volta esistenti ed anteposti all’edificio industriale contenente la tecnologia di stampa e che oggi si presenta con l’aspetto di lastre giustapposte in prefabbricato di c.a. L’espressione architettonica del nuovo volume vuole rappresentare il livello tecnologico raggiunto nella moderna tecnica di stampa attraverso l’evoluzione dei tempi: un involucro a “guscio”, contenente i tre livelli abitabili, definisce gli ambiti di lavoro con superfici opache rivestite da laminati metallici in zinco-titanio alternati a squarci vetrati, ove penetra la luce del giorno. Il rivestimento in lamiere di zinco titanio è composto da nastri di diversa altezza, disposti a correre, con graffature continue e schiacciate, in modo da poter seguire facilmente la modellatura delle superfici perimetrali. Il colore del rivestimento è sostanzialmente grigio medio, ma muta considerevolmente al variare del tono del cielo che vi si riflette. Le aperture tra le diverse superfici modellate “a guscio” staccano le superfici vetrate arretrate rispetto ai diversi gusci opachi. Le vetrate che sorpassano i limiti dei diversi piani sono fisse, trattenute senza telai di bordo con l’eccezione delle superfici apribili, necessarie per il rispetto della ventilazione diretta: le superfici vetrate sono scandite da volumi stratificati di sicurezza con “effetti” di grande trasparenza, ma a carattere basso emissivo per favorire il risparmio energetico.

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Nuova Sede Direzionale Banca Sella

P2 aprile 2011

Biella Tipologia: Nuova realizzazione Superficie: 9.500 mq Realizzazione: settembre 2010 Immagini: Barbara Corsico in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il nuovo centro direzionale Banca Sella a Biella sorge tra le vie Lamarmora e Delleani, su di una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadrati. La nuova sede  è il cardine del riassetto logistico generale dei siti occupati attualmente dal Gruppo Banca Sella in Biella: lo stabile, infatti, si affianca alla sede storica di via Italia 2 e al complesso immobiliare di Chiavazza lungo via Corradino Sella. In questo modo, questo nuovo edificio riconferma ancora una volta lo stretto legame che Banca Sella mantiene con il Biellese dove è nata e si è sviluppata e rappresenta un investimento nel segno della razionalizzazione e del recupero di produttività che il gruppo ha ritenuto fondamentali a questo punto dello sviluppo. L’immagine generale dell’edificio è improntata all’essenzialità e alla sobrietà: si tratta di un contenitore polifunzionale ispirato ad un’immagine di solidità e trasparenza che sposa la scelta di tecnologie moderne nei serramenti e nei rivestimenti affiancandole, però, a materiali tradizionali. Esternamente l’edificio ha uno sviluppo lineare, senza evidenziare punti notevoli, fatta eccezione per gli ingressi, che hanno un richiamo ed un riferimento preciso. Il volume si divide in due corpi distinti, in comunicazione tra loro, fatto salvo per il piano del portico di via Lamarmora. A quel livello, infatti, è presente un importante passaggio pedonale, in un’ottica di azienda aperta e di vicinanza alla clientela, quale cerniera tra il centro città e la nuova zona di parchi e parcheggi. L'attraversamento stesso è il luogo sul quale si affacciano succursale e ingresso clienti, in un ampio spazio aperto coperto di grande suggestione, segnalato esternamente da poderose pensiline metalliche, unici elementi particolari nel diffuso rigore geometrico dell'insieme. Questi elementi sono rivestiti da lamiere in lega di zinco-titanio prepatinato. Si presentano con un colore grigio chiaro, dall'effetto vellutato, leggermente cangiante a seconda del colore del cielo. I prospetti di entrambi i volumi sono costituiti da una essenziale griglia di cotto e cristallo, di pari eleganza e richiamo, con ampie vetrate ad anta unica, inserite all'interno di logge con parapetto anch'esso in vetro. Nella parte centrale del volume principale sorge l'ingresso del personale, affiancato da un passaggio carraio privato e servito da un razionale asse di comunicazione verticale. Per quanto riguarda la distribuzione interna, entrambi i blocchi possono essere trasformati facilmente a seconda della destinazione d’uso più consona alle necessità della Committenza. Salvo infatti i quattro blocchi scale con relativi servizi, si possono sfruttare in vario modo i grandi spazi, che  raggiungono fino a 80 ml di lunghezza per 18 di larghezza. L'edificio risulta così calato all'interno della realtà urbana, dove si pone come vettore di sicurezza, comunicazione e trasparenza.

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Centrali di teleriscaldamento

P1 aprile 2011

Alessandria Tipologia: Nuova realizzazione Superficie: 5.500 mq Realizzazione: progetto esecutivo Immagini: Archicura Si tratta del progetto di due centrali che sorgeranno nell’area urbanizzata della città di Alessandria. Il sistema di teleriscaldamento diventerà il principale sistema di alimentazione dell’intera rete di distribuzione. Le due centrali, denominate Nord e Sud, seppur diverse per collocazione e superfici, saranno connotate da elementi architettonici comuni, volti ad integrarne la figura nel contesto urbano (centrale Nord) e agreste della prima periferia della città (centrale Sud). Così come la complessità tecnica ed ingegneristica degli impianti, anche la progettazione architettonica è stata studiata attentamente per garantire un effetto finale funzionale ed armonioso. L’idea progettuale considera l’impianto come luogo di produzione dell’energia all’interno del quale si attivano delicati processi tecnologici. Per questo motivo i volumi verranno trattati in maniera rigorosa uniformandone i colori: volumi neutri e puliti, contenitori di processi complessi. Questi volumi saranno protetti e rivestiti da elementi esterni autonomi: petali curvi con diverse inclinazioni che attraverso piccole variazioni accolgono la struttura diventando il principale filtro di relazione con il contesto circostante. Questi elementi di rivestimento riportano il rigore degli impianti di produzione a una dimensione naturale attraverso la definizione di forme organiche e irregolari che permettono di osservare prospettive sempre nuove in funzione dei diversi punti di fruizione e osservazione.

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Cascina Adelaide

P15 giugno 2009

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 1.472 mq Realizzazione: giugno 2004 Immagini: Fiorenzo Calosso, Pepe Fotografia A Barolo si schiude un evento per la vite che, cresciuta sulle basse colline delle Langhe, sazia di luce e di sole, dona l’uva, “canto della terra”. Sotto una verde coltre, morbida come i paesaggi circostanti, in un’oscurità misteriosa, nasce una nuova segreta architettura. In uno strato di terra che sta tra il cielo e i vigneti, questa nuova cantina prende forma seguendo i percorsi naturali della metamorfosi che porta l’uva a trasformarsi in vino brillante. Il progetto si inserisce al fondo di una piccola valle, concluso tra una strada vicinale ed il piccolo Rio della Fava a Barolo. L’attenta ricerca ed attenzione nei confronti delle colline circostanti ha suggerito un volume completamente coperto di terreno inerbito, con l’impostazione del piano generale dell’edificio a quota m -5,50 circa sotto il livello della esistente Cascina Adelaide. Il nuovo e silenzioso volume si avvicina al paese Barolo con riservatezza e con la forza di un’architettura nuova e contemporanea. La copertura verde, allontanandosi dal fabbricato esistente, scende fino a terra, raccordando morbidamente il nuovo volume con il piano di campagna esistente, creando una piccola aia ad arco intagliata nella collina: con questa distribuzione, il volume si estende verso valle come tutte le innumerevoli dorsali delle colline delle Langhe. E’ un edificio che aggiunge una nuova piccola dorsale alle altre colline, tra le quali si inserisce un paesaggio rigato dai filari preziosi di viti, senza mutare l’ambiente ed arricchendolo di valori “dentro” mediante la metamorfosi essenziale dell’uva in vino. L’edificio ipogeo propone una dorsale allungata ed affusolata, totalmente interrato con una copertura composta da impermeabilizzazione poliolefinica con sovrastante manto di terra vegetale dello spessore minimo di 40 cm, oltre ai diversi strati drenanti, isolanti, protettivi. L’ultimo strato di terreno vegetatale è inerbito con sistemi speciali stabilizzati e raccordato con il terreno limitrofo verso il piccolo rio in modo da definire e riordinare con morbide modellazioni di raccordo la copertura della cantina, adagiandosi lungo il rio senza sfiorarne i cigli che rimangono naturalmente verdi. La lievitazione della piccola dorsale provoca uno squarcio di terra che, sollevandosi, apre sul lato ovest, lungo la strada, una grande spaccatura dai bordi frammentati della terra che si solleva, lasciando visibile il portico di ingresso ed il cortiletto circolare. Questo elemento cattura l’attenzione di chi perviene da valle presentando una parete trasparente ove si aprono gli accessi degli operatori, delle merci da trasformare e trasformate, dei mezzi meccanici. Il percorso prosegue verso il ventre dell’edificio ove avviene la trasformazione dell’uva in vino, per ri-uscire dallo stesso portico ove prima ha trovato l’accesso. “La fermentazione e la trasformazione del frutto ha provocato la lievitazione del terreno di copertura” incidendo nel paesaggio così partecipato. Unica emergenza del complesso nasce da una tasca aperta ad arco verso la collina, in diretta ammirazione della terra da cui nasce il frutto prezioso della vite. E’ il luogo della degustazione e di rappresentanza. La sala, accessibile dal piano generale dell’aia della preesistente Cascina Adelaide, si affaccia attraverso grandi superfici vetrate sulla collina di fronte e sulle sottostanti sale di invecchiamento e di vinificazione e imbottigliamento. La struttura portante è ricoperta da terreno vegetale, mantenuto vivo con un sistema particolare di irrigazione automatica che assicura un completo manto sempreverde. Il sistema prevede, a soli 30 cm di profondità, piani continui di contenitori d’acqua che, evaporando, forniscono acqua all’apparato radicale del tappeto erboso, stabilizzando, nel contempo, la temperatura interna dell’edificio. Le campate della struttura (maglia m 8,00x8,00) sono munite di aperture a bocca di lupo che affiorano nel manto erboso soprastante per aprire una corrente d’aria controllata in ognuna di esse. La coda dell’edificio ipogeo riduce l’altezza interna iniziale (5,5 m) fino a 2 m, ove sono contenuti i locali di servizio.

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Ristorante I Castelli

P5 agosto 2008

Alba (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 1.000 mq Realizzazione: 2013 Immagini: Archicura Il progetto consiste nella realizzazione di un nuovo ristorante sul terrazzo di copertura dell'hotel “I Castelli” ad Alba. L’edificio su cui si doveva “insistere” è una realizzazione di fine anni ’80, il cui volume e la cui matericità rappresentano delle dichiarazioni con le quali, per loro natura intrinseca, non è stato facile dialogare. Inoltre  già esistevano diversi elementi, non legati tra loro, emersi in diverse fasi della vita dell’hotel stesso. Innanzitutto dei “torrini” in mattoni, compatti e rigidi, contenenti gli sbocchi di tutti gli impianti dell’hotel (presenti già nella prima stesura del progetto); in secondo luogo una struttura metallica, composta da grossi pilastri circolari a sostegno di una travatura curva alleggerita da forature (intorno agli anni 2005/2006), realizzata sia per coprire lo spazio, sia per l’installazione di pannelli solari. Attorno a tali elementi si doveva pensare alla creazione di uno spazio fluido, funzionale, arioso e luminoso, diviso a metà tra le aree destinate ai clienti e quelle destinate a cucine e servizi accessori. Nonostante la presenza di “intralci” lo spazio avrebbe dovuto essere il più libero e il più aperto possibile. Con queste premesse è nato un volume completamente attestato sotto la copertura esistente. Il volume, pur essendo formalmente un elemento solo è, in realtà, composto da due “nature”: quella dello svago, trasparente e leggera che è stata realizzata con tre lunghe pareti completamente vetrate, e quella della preparazione, che si rappresenta con tre pareti completamente rivestite da lastre di zinco-titanio. Internamente le due nature sono divise da un corridoio netto che parte dal vano scala esistente e arriva fino alla vetrata, per poi aprirsi direttamente sul terrazzo. Una delle idee cardine del progetto era quella di mantenere gli impianti in vista e di creare, successivamente, un elemento completamente nuovo e diverso che, usando le curve ed i canali come punto di partenza formale, se ne staccasse per attirare quasi completamente l’attenzione, nascondendo quel che sta sopra ma con delicatezza. Così sono nate le lame: un segno morbido che scende dal soffitto, che accompagna i canali ma che se ne allontana, riprendendo la sinuosità dei movimenti dei filari nelle vigne. Così la parte pubblica si caratterizza proprio per queste curve morbide, lignee, che scendono dal soffitto e che, in fondo, sottolineano in modo diafano, tutta la struttura esistente, completamente tinteggiata di bianco, e i nuovi impianti, completamente bianchi anch’essi. L’esperienza sia visiva che sensoriale è molto particolare, e i materiali (legno a terra e sulle lame, bianco su strutture e pareti) ammorbidiscono e creano un comfort unico in tutto l’ambiente. Il gioco dell’alternarsi di curve e materiali (legno e tinta bianca) si percepisce in tutta la sala, fino al punto in cui un volume in corten si stacca ed emerge. Il corten, pur avendo caratteristiche molto diverse e pur rivestendo un corpo che non ha curve, non interviene però, sull’atmosfera morbida dell’ambiente. Il volume contiene i mobili da buffet, pronti ad apparire e sparire in ogni occasione. Il corten, dalla sala, gira e risvolta nel corridoio, dando l’abbrivio ad una serie di elementi giocosi che punteggiano tutto lo spazio, sia internamente che esternamente. Nel corridoio, infatti, sono state ricavate nel corten le sagome di bottiglie di diverse forme e dimensioni. Retroilluminate, giocose e sorridenti. Così come giocoso e scanzonato è il corten sulla terrazza che, da lastra intagliata del corridoio, si trasforma in sagoma… ma che sagoma! Una serie di uomini e bottiglie, dritti e storti, grandi e piccoli che decorano le griglie metalliche necessarie per delimitare e coprire gli spazi: gli “ubriachi”, scanzonati ma non eccessivi, sparsi all’aria aperta, a mirare il panorama dall’alto! Particolare attenzione è stata posta sull’illuminazione: nella sala, grazie a lunghe strisce di led, accompagna le lame accentuandone le forme, mentre, quando i led si associano al corten, sottolineano ed esaltano il carattere smaliziato degli oggetti.

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Egea

Sede Egea

P30 luglio 2008

Alba (CN) Tipologia: Ristrutturazione Area: 1600 mq Realizzazione: 2010 Immagini: Pepe Fotografia In esterno, le facciate in vetro e alluminio sono state sostituite con vetrate con prestazioni energetiche rispondenti alle attuali normative. Le specchiature vetrate sono state differenziate tra loro solo dal diverso grado di trasparenza del vetro. I muri in laterizio che delimitano lateralmente la manica sono stati rivestiti con adeguato isolante termico a cappotto, rasato e tinteggiato. Per quanto riguarda la ristrutturazione interna, le tramezzature in legno esistenti sono state sostituite con nuove pareti in cartongesso e vetro, che meglio si adattassero al nuovo utilizzo direzionale previsto. Sono stati rifatti i blocchi servizi ad ogni piano e tutti gli impianti elettrici, termici e di ricambio aria per rispondere alle attuali normative di legge. In copertura sono stati installati pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e per coadiuvare l’impianto termico.

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Juice  Lingotto WB-5

Juice – Apple Premium Reseller

P20 gennaio 2008

Torino (TO) Tipologia: Interior design Area: 160 mq Realizzazione: 2013 Immagini: Archicura Il progetto di ristrutturazione non ha interessato nessuna parte strutturale dell’edificio, in quanto lo spazio è all’interno della galleria commerciale del Lingotto. Si può definire l’intervento come un profondo lavoro di allestimento spaziale, rigoroso sia formalmente che cromaticamente, così da ottenere uno spazio emozionante e confortevole per i clienti che vogliono avvicinarsi alla piattaforma Apple, ma, allo stesso tempo, che trasmetta i valori di Apple: sotto una linea pulita ed essenziale, il meglio che l’informatica possa offrire. L’idea cardine è quella di creare uno spazio frontale adibito showroom alle cui spalle, chiusi alla vista, si disporranno ulteriori ambienti riservati agli addetti. Particolare attenzione, inoltre, è stata posta all’illuminazione, sia per quanto riguarda la creazione dell’atmosfera del negozio, sia per l’illuminazione singola dei diversi device Apple. Lo studio combinato consente di creare un ambiente che sia in grado di fornire la miglior esperienza possibile ai clienti così come un ambiente di lavoro confortevole e adatto per i responsabili stessi del negozio.

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Mollo_sede_alba1

Sede F.lli Mollo srl

P25 aprile 2007

Alba (CN) Tipologia: Nuova realizzazione Realizzazione: 2007 Immagini: Pepe Fotografia in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois L'edificio, pur dall'aspetto esterno unitario come di seguito descritto, ospita attività diverse al suo interno. La zona anteriore comprende l'ingresso principale per gli utenti e il personale, un' ampia zona espositiva su due piani e al piano superiore gli uffici amministrativi, messi in comunicazione da un ballatoio aperto sulla zona del pubblico. Sul retro, ovvero lungo il lato che si affaccia sulla collina, l'edificio ospita ampi magazzini, serviti da diversi portoni di dimensioni tali da permettere l'accesso a mezzi pesanti. La tecnologia utilizzata è quella della prefabbricazione a grande luce. Le pareti sono costituite da pannelli a taglio termico di tipo verticale, lavorati con finitura fondo cassero e tutta la superficie è scandita da una serie di sfondati quadrati di dimensioni cm 150x150 circa. La parete è quindi composta da un reticolo di pieni e vuoti, in grado di permettere la realizzazione di aperture dove necessario senza creare un effetto di disordine o casualità. Tale reticolo è lavorato con diversi effetti cromatici ottenuti con la pittura degli sfondati pieni. Davanti alle entrate principali sono previste pensiline in acciaio inox e policarbonato o cristallo. Le quadrettature di facciata rappresentano le innumerevoli categorie di “cassetti” contenenti le diverse attrezzature edili.

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Barberis_sede

Sede Barberis Aldo SpA

P30 luglio 2004

Alba (CN) Tipologia: Nuova realizzazione Area: 4.370 mq Realizzazione: dicembre 2004 Immagini: Pepe Fotografia in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois L’intervento di rilocalizzazione delle attività dell’impresa Barberis, spinto dall’ineluttabile esigenza di trasferimento da una zona alluvionata, sceglie un’area del territorio albese già caratterizzata da insediamenti industriali, estesa tra lo scolmatore di un nuovo torrente, il Riddone, ed una via carrabile, via Forcellini. Il buon inserimento nell’organizzazione planimetrica esistente ha i suoi punti di forza nella valutazione della futura realizzazione di un nuovo asse viario al servizio della città e nell’attenzione alla nuova viabilità interna e delle aree limitrofe. Dinamicità imprenditoriale e tradizione famigliare si alternano nelle scelte progettuali delle due zone funzionali, ben distinte, con accessi e percorsi indipendenti: l’area amministrativa, con uffici direzionali, servizi generali e alloggi per custodi, e la zona dedicata alla produzione e allo stoccaggio materiale. Il susseguirsi di generazioni nella vita dell’impresa ha ispirato la conservazione delle grandi capriate lignee, riutilizzate, con nuovi sostegni in acciaio, per le tettoie aperte dell’area magazzini, circondate da capannoni chiusi. Ma l’attenzione si spinge inevitabilmente verso i nuovi spazi direzionali, contornati da un’area verde che li separa dalla strada: altezze diverse, variabili da uno a due piani fuori terra, sagome e profili irregolari, materiali innovativi caratterizzano i 4 edifici, che si articolano attorno ad una corte quasi famigliare. La pensilina di ingresso e il portico, che chiude il piccolo piazzale, segnano i percorsi principali e tracciano un segno di unione all’interno di un risultato volumetrico che esprime la sua dinamicità anche attraverso una scelta cromatica varia.

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Sobrino_Ristrutturazione

Sede Sobrino Srl

P25 aprile 2003

Alba (CN) Tipologia: Ampliamento e ristrutturazione Area: 1.950 mq (ampliamento 150 mq) Realizzazione: 2003 Immagini: Pepe Fotografia in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il progetto riguarda la trasformazione di un edificio commerciale dedicato alla vendita di materiali edili, mediante ristrutturazione e ampliamento. Gi intendimenti programmatici espressi dalla Committenza miravano a ricavare una maggiore estensione delle superfici destinate all’esposizione ed agli uffici, e ad ottenere l’espressione di un significativo segno di richiamo commerciale sugli oggetti edili posti in vendita. Lo sviluppo architettonico proposto presenta il rivestimento “ventilato” del corpo uffici mediante una struttura metallica zincata portante i pannelli di finitura in lastre di fibrocemento-ecologico colorato. Entro tale rivestimento, disposto con netta pendenza verso l’esterno, al piano terra viene inserita una parete arretrata di vetro strutturale riferita agli uffici e all’accesso principale alle sale espositive interne. La parte bassa di ingresso risvolta lo spigolo di sinistra per offrirsi alla vista della clientela che perviene dall’accesso stradale richiamandone l’attenzione con una sequenza di colori bianco/blu.

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apple_center_torino

Apple Reseller

P25 aprile 2001

Torino (TO) Tipologia: Interior design Realizzazione: 2006 Immagini: Archicura Lo spazio ospita un Apple Center Reseller, ed oltre ad avere la veste di punto vendita di materiale informatico di alta qualità ed in grado di soddisfare le esigenze commerciali di vendita in pronta consegna, racchiude anche un'area destinata alla presentazione e sperimentazione di nuovi prodotti al pubblico. Non erano previste modifiche di destinazione d'uso, né del numero di vani o della facciata esterna dell'immobile che, essendo un edificio storico, non ammetteva alcun tipo di variazione se non per quanto riguarda le insegne. Particolare attenzione è stata posta nella resa dell'atmosfera generale, tramite l’utilizzo di materiali, arredi e ambientazioni in linea con le richieste del cliente. Tutto è stato portato avanti seguendo i brief Apple, che hanno una stretta filosofia per quanto riguarda l'immagine dei propri punti vendita.

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