*highlights*

copertina

Cascina Adelaide – Ampliamento

P3 novembre 2015

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Realizzazione: Agosto 2016 Immagini: Fiorenzo Calosso Sono passati  dodici anni, ormai, dall’ampliamento della Cascina Adelaide: un silenzioso volume inserito nelle morbide pendici del Comune di Barolo, laboratorio e custode di tradizione, dove l’uva si trasforma in vino brillante. Seguendo i criteri progettuali delineati in passato, l’intervento potenzia le aree di lavoro esterne attraverso la realizzazione di una pensilina che protegge l’area di accesso alla cantina e l’ampliamento del portico pertinenziale, adibito al ricovero dei macchinari agricoli. L'edificio cresce e si rinnova con l’azienda. Unitamente agli interventi sugli spazi di lavorazione, viene arricchita l’immagine dell’intero complesso con l’obiettivo di armonizzare e connettere le diverse parti. In questa visione unitaria, la decorazione dell’antica cascina si anima, le bande cromatiche vibrano sinuose, richiamando le dolci pendici delle colline che circondano questo luogo. La pensilina posta all’ingresso della cantina diventa un petalo che estende il suo corpo a sbalzo sul piccolo cortile antistante, invitando all’ingresso; qui, il posizionamento di un portale in legno dichiara la soglia, annuncia il passaggio tra il mondo esterno caotico ed impaziente e la cantina, silenzioso luogo di metamorfosi, custodito sotto una morbida coltre erbosa.

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Chiesa della Trasfigurazione

P27 dicembre 2011

Alba (CN), Italia Tipologia: Nuova realizzazione Committente: Diocesi di Alba - Parrocchia Natività di Maria Ss Realizzazione: giugno 2009 Area chiesa: 550 mq Area casa parrocchiale: 900 mq Posti a sedere: 400 Immagini: Pepe Fotografia Planimetria: Archicura L’area a disposizione per il complesso parrocchiale si estende lungo una bealera in un lotto di forma allungata: fortunata è la concomitanza del corso d’acqua, simbolo vitale di rinascita dello Spirito che deve essere oltrepassato per raggiungere la Chiesa. La chiesa ha forma di Tenda-Capanna ed è disposta su un prato verde. Come espressione di tenda, è composta da grandi teli rivestiti da manti metallici in lega zinco-titanio grigi, sostenuti da una struttura in ferro non leggibile dall’interno né dall’esterno; attraverso ed in sommità, il vento dischiude i teli lasciando trasparire la luce del cielo attraverso spaccature strette e ben calibrate nella loro distribuzione, in modo da diffondere luci ed ombre all’interno della tenda senza eccedere in effetti di abbagliamento. L’illuminazione artificiale segue, per quanto possibile la provenienza della luce naturale. Il corpo opere parrocchiali e casa canonica è composto da un volume semplice con anteposto il porticato di giunzione con la chiesa, completamente bianco; due quindi sono i valori cromatici del complesso: il grigio patinato dello zinco-titanio della copertura della chiesa ed il bianco chiaro delle pareti verticali della chiesa e delle opere parrocchiali. La pianta dell’edificio a “ciglia spezzate” è svolta lungo un asse longitudinale che attraversa il Battistero, l’Ambone e l’Altare, lasciando “aperto” il vano alle due estremità di accesso che rappresentano l’apertura evangelica del tempio verso tutta l’umanità lungo “la via, la verità e la vita”. Le pareti interne della chiesa sono intonacate, le superfici inclinate della copertura sono eseguite a modo di tenda che discende dalla sommità ove è posta la sorgente di luce naturale ed artificiale, con lastre in cartongesso, supportate da sottostrutture metalliche. All’interno della chiesa lungo le spezzettature del lato maggiore, verso est, sono disposti i “segni” liturgici: il Battistero, l’Organo, la Cappella invernale e Cappella del Sacramento, mentre ai due estremi verso ovest sono disposte le due sale della conciliazione, chiuse da pareti verticali che si alzano fino ad incontrare le pareti della struttura a tenda. L’altare riveste la forma di mensa a base rettangolare o quadra (a piramide rovesciata), quale segno radicato profondamente nella terra, che mira all’infinito del cielo. La liturgia Eucaristica e la liturgia della Parola sono celebrate sul presbiterio rialzato su pedana, quale centro dominante dell’aula: anche la cappella invernale permette la visibilità dell’altare attraverso la parete vetrata che la separa dalla sala liturgica. Il battistero, localizzato sotto la torre campanaria triangolare, è accessibile direttamente anche dall’esterno attraverso una parete vetrata dalla quale traspare sempre l’interno dell’aula liturgica in modo da facilitare il percorso dal battistero all’altare; il fonte battesimale può essere utilizzato con immersione per gli adulti, oppure in normale abluzione per i bimbi battezzandi. Uno spazio definito da parete vetrata inclinata, in una posizione più riservata, ospita la cappella invernale con il tabernacolo del SS. Sacramento, facilmente accessibile dal sacerdote celebrante; nei giorni di festività si può assistere da qui alla celebrazione centrale attraverso la parete di vetro.

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Lanificio_Sella_Biella

Università Aziendale Banca Sella

P25 aprile 2010

Biella Tipologia: Ristrutturazione Area: 22.000 mq Realizzazione: 2010 Immagini: Barbara Corsico in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois Il complesso industriale del Lanificio Maurizio Sella sorge lungo le sponde del Torrente Cervo, nella città di Biella. Tra le diverse testimonianze della storia industriale che caratterizzano il Biellese, l’insieme costituente gli ex Lanifici Sella presenta carattere di eccezionalità sia sotto il profilo storico in senso tradizionale, sia sotto il profilo specifico della storia dell’industrializzazione. Si tratta infatti di una successione di edifici e di strutture che documentano nel tempo il processo di sviluppo industriale, dai primi utilizzi della roggia e del mulino alla successiva cartiera del 1548 e infine alla destinazione a industria di tessitura. I fabbricati originari della residenza di Quintino Sella, delle cartiere e della lavorazione della lana (filatura, tessitura, tintoria) edificati tra il 1700 e gli anni Trenta del 1900 si conservano ancora oggi. Questo rende il complesso degli ex lanifici Sella un sito interessante dal punto di vista dell’archeologia industriale permettendo una ricostruzione abbastanza precisa del passaggio dall’artigianato all’industria, per quanto riguarda le lavorazioni, e del cambiamento delle tipologie edilizie. Nel corso degli anni, all’interno degli edifici esistenti, si sono insediate diverse attività: la Fondazione Sella, che si occupa di conservare e valorizzare le memorie contenute nelle fonti documentarie conservate dalla famiglia Sella, gli uffici del Centro Elaborazione Dati della Banca Sella, ed infine l’Università Aziendale della Banca Sella. I lavori di ristrutturazione degli uffici del Centro Elaborazione Dati sono iniziati nel 2007 ed hanno comportato importanti interventi strutturali con consolidamento di volte, di solai intermedi e di copertura e ripristino dei ballatoi esterni, nonché il restauro delle facciate con il ripristino degli intonaci ammalorati. I nuovi uffici sono stati riorganizzati secondo la logica dell’open space con conseguente riposizionamento delle sale riunioni, delle zone relax e dei servizi. E’ stato necessario anche ridefinire i collegamenti verticali, con l’inserimento di un nuovo corpo scala all’interno del corpo principale. Nel 2007 hanno avuto inizio anche i lavori di risanamento conservativo dei fabbricati novecenteschi della ex tessitura / tintoria per la creazione di ambienti dell’Università Aziendale della Banca Sella. Questi edifici, con muri perimetrali portanti in mattoni pieni intonacati e coperture lignee o metalliche a shed rivestite da tegole marsigliesi, presentavano tutti condizioni di forte degrado. Le coperture parzialmente crollate e l’assenza degli infissi avevano provocato infiltrazioni di umidità particolarmente rilevanti e il calpestio era invaso dalla presenza di vegetazione spontanea. Pertanto si è reso necessario un approfondito rinnovamento, con consolidamento delle strutture verticali e orizzontali, il completo rifacimento del tetto con tecnologie simili alle esistenti e sostituzione degli infissi con nuovi serramenti in acciaio in tutto simili agli esistenti, ma a norma per quanto riguarda la sicurezza e il risparmio energetico. A completamento delle opere di consolidamento e risanamento delle strutture, sono state realizzate le tramezzature necessarie per la separazione delle singole funzioni, quali Hall/Reception, vani distributivi, aule, servizi, zona relax e sala polifunzionale, e tutte le opere di finitura necessarie, quali il rifacimento di intonaci adeguati al carattere storico delle murature, la tinteggiatura e la posa in opera dei nuovi pavimenti. Gli edifici che un tempo ospitavano la caldaia sono stati resi adatti ad ospitare le centrali impiantistiche generali. A questi lavori si sono aggiunte le opere di sistemazione dell’adiacente Giardino della Fabbrica, che versava in condizioni di abbandono. La sistemazione del nuovo piazzale, a parcheggio, comprende posti auto per utilizzo sia permanente che temporaneo, mentre il giardino è stato riorganizzato secondo un percorso di visita affinché diventasse un luogo di benessere psico-fisico, di svago e di relazione a servizio dei dipendenti del gruppo Banca Sella e dei frequentatori dei corsi. Il progetto di riqualificazione del giardino si fonda sulla divisione dello spazio in “stanze”, spazi tendenzialmente regolari e definiti, a ciascuno dei quali viene attribuita una specifica funzione.

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Cascina Adelaide

P15 giugno 2009

Barolo (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 1.472 mq Realizzazione: giugno 2004 Immagini: Fiorenzo Calosso, Pepe Fotografia A Barolo si schiude un evento per la vite che, cresciuta sulle basse colline delle Langhe, sazia di luce e di sole, dona l’uva, “canto della terra”. Sotto una verde coltre, morbida come i paesaggi circostanti, in un’oscurità misteriosa, nasce una nuova segreta architettura. In uno strato di terra che sta tra il cielo e i vigneti, questa nuova cantina prende forma seguendo i percorsi naturali della metamorfosi che porta l’uva a trasformarsi in vino brillante. Il progetto si inserisce al fondo di una piccola valle, concluso tra una strada vicinale ed il piccolo Rio della Fava a Barolo. L’attenta ricerca ed attenzione nei confronti delle colline circostanti ha suggerito un volume completamente coperto di terreno inerbito, con l’impostazione del piano generale dell’edificio a quota m -5,50 circa sotto il livello della esistente Cascina Adelaide. Il nuovo e silenzioso volume si avvicina al paese Barolo con riservatezza e con la forza di un’architettura nuova e contemporanea. La copertura verde, allontanandosi dal fabbricato esistente, scende fino a terra, raccordando morbidamente il nuovo volume con il piano di campagna esistente, creando una piccola aia ad arco intagliata nella collina: con questa distribuzione, il volume si estende verso valle come tutte le innumerevoli dorsali delle colline delle Langhe. E’ un edificio che aggiunge una nuova piccola dorsale alle altre colline, tra le quali si inserisce un paesaggio rigato dai filari preziosi di viti, senza mutare l’ambiente ed arricchendolo di valori “dentro” mediante la metamorfosi essenziale dell’uva in vino. L’edificio ipogeo propone una dorsale allungata ed affusolata, totalmente interrato con una copertura composta da impermeabilizzazione poliolefinica con sovrastante manto di terra vegetale dello spessore minimo di 40 cm, oltre ai diversi strati drenanti, isolanti, protettivi. L’ultimo strato di terreno vegetatale è inerbito con sistemi speciali stabilizzati e raccordato con il terreno limitrofo verso il piccolo rio in modo da definire e riordinare con morbide modellazioni di raccordo la copertura della cantina, adagiandosi lungo il rio senza sfiorarne i cigli che rimangono naturalmente verdi. La lievitazione della piccola dorsale provoca uno squarcio di terra che, sollevandosi, apre sul lato ovest, lungo la strada, una grande spaccatura dai bordi frammentati della terra che si solleva, lasciando visibile il portico di ingresso ed il cortiletto circolare. Questo elemento cattura l’attenzione di chi perviene da valle presentando una parete trasparente ove si aprono gli accessi degli operatori, delle merci da trasformare e trasformate, dei mezzi meccanici. Il percorso prosegue verso il ventre dell’edificio ove avviene la trasformazione dell’uva in vino, per ri-uscire dallo stesso portico ove prima ha trovato l’accesso. “La fermentazione e la trasformazione del frutto ha provocato la lievitazione del terreno di copertura” incidendo nel paesaggio così partecipato. Unica emergenza del complesso nasce da una tasca aperta ad arco verso la collina, in diretta ammirazione della terra da cui nasce il frutto prezioso della vite. E’ il luogo della degustazione e di rappresentanza. La sala, accessibile dal piano generale dell’aia della preesistente Cascina Adelaide, si affaccia attraverso grandi superfici vetrate sulla collina di fronte e sulle sottostanti sale di invecchiamento e di vinificazione e imbottigliamento. La struttura portante è ricoperta da terreno vegetale, mantenuto vivo con un sistema particolare di irrigazione automatica che assicura un completo manto sempreverde. Il sistema prevede, a soli 30 cm di profondità, piani continui di contenitori d’acqua che, evaporando, forniscono acqua all’apparato radicale del tappeto erboso, stabilizzando, nel contempo, la temperatura interna dell’edificio. Le campate della struttura (maglia m 8,00x8,00) sono munite di aperture a bocca di lupo che affiorano nel manto erboso soprastante per aprire una corrente d’aria controllata in ognuna di esse. La coda dell’edificio ipogeo riduce l’altezza interna iniziale (5,5 m) fino a 2 m, ove sono contenuti i locali di servizio.

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Ristorante I Castelli

P5 agosto 2008

Alba (CN) Tipologia: Ampliamento Area: 1.000 mq Realizzazione: 2013 Immagini: Archicura Il progetto consiste nella realizzazione di un nuovo ristorante sul terrazzo di copertura dell'hotel “I Castelli” ad Alba. L’edificio su cui si doveva “insistere” è una realizzazione di fine anni ’80, il cui volume e la cui matericità rappresentano delle dichiarazioni con le quali, per loro natura intrinseca, non è stato facile dialogare. Inoltre  già esistevano diversi elementi, non legati tra loro, emersi in diverse fasi della vita dell’hotel stesso. Innanzitutto dei “torrini” in mattoni, compatti e rigidi, contenenti gli sbocchi di tutti gli impianti dell’hotel (presenti già nella prima stesura del progetto); in secondo luogo una struttura metallica, composta da grossi pilastri circolari a sostegno di una travatura curva alleggerita da forature (intorno agli anni 2005/2006), realizzata sia per coprire lo spazio, sia per l’installazione di pannelli solari. Attorno a tali elementi si doveva pensare alla creazione di uno spazio fluido, funzionale, arioso e luminoso, diviso a metà tra le aree destinate ai clienti e quelle destinate a cucine e servizi accessori. Nonostante la presenza di “intralci” lo spazio avrebbe dovuto essere il più libero e il più aperto possibile. Con queste premesse è nato un volume completamente attestato sotto la copertura esistente. Il volume, pur essendo formalmente un elemento solo è, in realtà, composto da due “nature”: quella dello svago, trasparente e leggera che è stata realizzata con tre lunghe pareti completamente vetrate, e quella della preparazione, che si rappresenta con tre pareti completamente rivestite da lastre di zinco-titanio. Internamente le due nature sono divise da un corridoio netto che parte dal vano scala esistente e arriva fino alla vetrata, per poi aprirsi direttamente sul terrazzo. Una delle idee cardine del progetto era quella di mantenere gli impianti in vista e di creare, successivamente, un elemento completamente nuovo e diverso che, usando le curve ed i canali come punto di partenza formale, se ne staccasse per attirare quasi completamente l’attenzione, nascondendo quel che sta sopra ma con delicatezza. Così sono nate le lame: un segno morbido che scende dal soffitto, che accompagna i canali ma che se ne allontana, riprendendo la sinuosità dei movimenti dei filari nelle vigne. Così la parte pubblica si caratterizza proprio per queste curve morbide, lignee, che scendono dal soffitto e che, in fondo, sottolineano in modo diafano, tutta la struttura esistente, completamente tinteggiata di bianco, e i nuovi impianti, completamente bianchi anch’essi. L’esperienza sia visiva che sensoriale è molto particolare, e i materiali (legno a terra e sulle lame, bianco su strutture e pareti) ammorbidiscono e creano un comfort unico in tutto l’ambiente. Il gioco dell’alternarsi di curve e materiali (legno e tinta bianca) si percepisce in tutta la sala, fino al punto in cui un volume in corten si stacca ed emerge. Il corten, pur avendo caratteristiche molto diverse e pur rivestendo un corpo che non ha curve, non interviene però, sull’atmosfera morbida dell’ambiente. Il volume contiene i mobili da buffet, pronti ad apparire e sparire in ogni occasione. Il corten, dalla sala, gira e risvolta nel corridoio, dando l’abbrivio ad una serie di elementi giocosi che punteggiano tutto lo spazio, sia internamente che esternamente. Nel corridoio, infatti, sono state ricavate nel corten le sagome di bottiglie di diverse forme e dimensioni. Retroilluminate, giocose e sorridenti. Così come giocoso e scanzonato è il corten sulla terrazza che, da lastra intagliata del corridoio, si trasforma in sagoma… ma che sagoma! Una serie di uomini e bottiglie, dritti e storti, grandi e piccoli che decorano le griglie metalliche necessarie per delimitare e coprire gli spazi: gli “ubriachi”, scanzonati ma non eccessivi, sparsi all’aria aperta, a mirare il panorama dall’alto! Particolare attenzione è stata posta sull’illuminazione: nella sala, grazie a lunghe strisce di led, accompagna le lame accentuandone le forme, mentre, quando i led si associano al corten, sottolineano ed esaltano il carattere smaliziato degli oggetti.

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Chiesa_San_Cassiano_alba_2

Chiesa San Cassiano

P17 giugno 2001

Alba (CN) Tipologia: Nuova realizzazione Area: 200 mq Realizzazione: 1975 Architetti progettisti: Ugo Dellapiana, Beatrice Tessore, Sebastiano Rao Immagini: Archicura L’edificio percorre i primi anni della riforma liturgica del Concilio Vaticano II. I due percorsi di accesso  a lato dell’asse del presbitero, separano tutte le provenienze dal luogo per convogliarle sul fondo dell’aula rivoltandone la direzione di accesso: come per suggerire il distacco dello Spirito dalle cose del mondo per dedicarsi al percorso della fede. Il quale ci rivolge verso l’Altare posto sotto la luce dello zenit che nella chiesa ovunque si diffonde dall’alto. La copertura è una grande tenda stesa tra le pareti curve che delimitano il perimetro, trapassata da quattro aperture vetrate corrispondenti alle due penitenzerie, al Battistero centrale ed alla “schola cantorum”, oltre alla grande apertura sul Catino Absidale. Il profilo generale dell’impianto murario è affidato a linee curve di coinvolgimento verso il presbiterio, dopo aver descritto, con arrotolamento dei nastri murari, i diversi luoghi interni della chiesa: due penitenzerie, l’arco della sacrestia, dell’abside, del battistero e dei due ingressi laterali legati a due spazi esterni di “preparazione all’ingresso.” La percezione dell’avvolgimento dell’edificio attorno ai fedeli in ogni istante racconta l’incanto della Parola, incanto che raccoglie ed invita per percorrere la Via della Verità e della Vita dello Spirito. A distanza ravvicinata un edificio raccoglie le opere parrocchiali ed amministrative con sala incontri ed abitazione dei sacerdoti. La fronte rivolta verso il fianco della chiesa ricalca a distanza il suo profilo con la sua adattabilità ed aderenza completa. Tra breve prossimità temporale sarà collocato nell’abside della “schola Cantorum”, l’organo meccanico a canne in legno e stagno, quale raduno vitale della Comunità che, nell’incanto delle Parole dei Vangeli, si raduna per esprimere la gioia della fede attraverso il volume musicale che si eleverà come riconoscenza dell’uomo verso l’eccedenza della Grazia concessa dal Signore agli uomini, quali creature amate. La luce dall’alto, le pareti avvolgenti, che guidano i percorsi verso l’altare, partecipano, con i diversi segni liturgici (battistero, penitenzerie, altare, abside), a indurre i fedeli ad entrare nella comunità in cammino in percorsi di fede ed in raccoglimento di preghiera.

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Altavilla_sala_conferenze

Casa per gli Esercizi Spirituali della Diocesi di Alba

P25 aprile 2001

Loc. Altavilla, Alba (CN) Tipologia: Ampliamento e ristrutturazione Area: 4.451 mq Realizzazione: 2001 Immagini: Archicura in collaborazione con l'arch. Francesco Bermond Des Ambrois L'ampliamento del refettorio e la realizzazione di nuove aree di parcheggio fa parte di un programma di ristrutturazione edilizia che ha interessato, attraverso fasi e tempi diversi, l'intero complesso denominato “Casa per gli esercizi spirituali”, di proprietà della Diocesi di Alba. L'edificio è composto da tre unità costruite in tempi successivi, collegate direttamente tra loro contenenti  70 camere, la cappella, le sale riunioni, gli uffici, il refettorio, la cucina ed altri locali accessori, ma le diverse esigenze di fruizione degli spazi comuni hanno reso necessario l'ampliamento del refettorio. Il nuovo volume, di un solo piano f.t., è strettamente collegato al refettorio esistente attraverso due passaggi vetrati. L'ampliamento è stato concepito come spazio flessibile, separato dal refettorio esistente attraverso pareti vetrate mobili in modo tale da poter essere utilizzato nella sua totalità solo nei momenti di maggior afflusso o in occasioni particolari. Al fine di non alterare l’armonia di un manufatto architettonico formatosi negli anni con l’aggiunta di un volume estraneo o poco inserito nel contesto, il nuovo ampliamento si configura come una propaggine di quello preesistente. La scelta linguistica è stata quella di mantenere a livello sia costruttivo che formale gli stessi caratteri della preesistenza. Un edificio di un solo piano f.t., con una zoccolatura in c.a. a vista permette di superare l'attuale dislivello tra interno del refettorio ed esterno e riportare in quota il nuovo piano di calpestio; coperto da un tetto piano non praticabile è stato realizzato con la medesima tecnica costruttiva dell'edificio preesistente: struttura in c.a., tamponamenti in muratura a cassavuota, finitura del mattone faccia a vista verniciato di bianco. Sono stati utilizzati ampi serramenti, del tutto simili a quelli già presenti, per godere dell'esposizione a sud del refettorio, integrati da alcuni lucernari per illuminare la zona centrale, più buia, della sala. L’accesso alla nuova sala avviene dall’interno dell’edificio esistente, essendo i due ambienti collegabili e complanari. Al fine di fornire insieme un accesso diretto dall’esterno e una via di fuga efficace in caso di emergenza, sono stati realizzati due accessi laterali alla sala, in posizioni diametralmente opposte. Uno di questi è costituito da una rampa pedonale accessibile alle persone con ridotta capacità motoria. L'ampliamento del refettorio e le mutate esigenze di fruizione della struttura hanno reso necessario l'aumento dell'area disponibile per il parcheggio. I tre terrazzamenti esistenti all'ingresso della proprietà, ricavati nel pendio che dalla strada statale conduce al complesso, sono stati corredati da due ulteriori piazzali adibiti a parcheggio.

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